Il Teatro Patologico di Dario D’Ambrosi, dopo il successo riscosso in giro per il Mondo, approda il 15 luglio sulla spiaggia di Ostia per uno spettacolo-evento

La spiaggia di Ostia, grazie al Teatro Patologico si arricchisce di un nuovo evento per questa, difficile, estate 2020. Ma che cos’è il Teatro Patologico? È una realtà che nasce nel 1992 da un’idea di Dario D’Ambrosi, quella di far incontrare il mondo del teatro con la realtà della malattia mentale.

L’associazione, dal 2009, va in scena sul palco di un teatro che si trova in via Cassia 472 e dove nasce, nel 2010, la prima scuola europea di formazione teatrale per persone diversamente abili. Fra le diverse attività dell’associazione c’è anche la promozione di diversi festival, come il Festival del Teatro Patologico, il Festival del Teatro Sociale e il Festival del Cinema Patologico.

Ad Ostia, Dario D’Ambrosi e gli attori diversamente abili del Teatro Patologico porteranno in scena, sulla spiaggia di Ostia, un nuovo dramma liberamente tratto dal grande poema classico dell’Odissea, frutto della penna del poeta Omero. Lo spettacolo, unico e straordinario, avrà luogo il giorno 15 luglio alle ore 20.00 sulla spiaggia adiacente al Porto Turistico, sul Lungomare Duca degli Abruzzi, all’altezza del civico 72. 

L’evento verrà presentato in conferenza stampa presso la sala conferenze del Porto Turistico di Roma, giovedì 9 luglio alle ore 11 e 30. A partecipare, anche il giornalista Rai Domenico Innacone, che sta seguendo da mesi, con la sua troupe la preparazione dello spettacolo per realizzare un documentario che andrà in onda il prossimo autunno su Rai Tre. Testimonial del progetto sono i celebri attori Sebastiano Somma e Claudia Gerini.

Teatro Patologico ad Ostia – Ulisse e il suo viaggio

Ulisse e il suo viaggio” vuole affrontare, come in molti spettacoli precedenti del Teatro Patologico, il problema della follia ma non solo. Sono molti gli argomenti suggeriti dal testo dell’Odissea e tutti molto vivi e sentiti, anche ai giorni nostri, come l’emarginazione, l’esclusione, l’integrazione e soprattutto la voglia di potere e di sopraffazione. L’Odissea di Omero è il terzo passo della Compagnia Stabile del Teatro Patologico. I ragazzi diversamente abili, che da anni calcano i palcoscenici di tutto il mondo, sono alle prese con un progetto pensato e voluto dal fondatore e anima del Teatro Patologico, Dario D’Ambrosi che ha adattato il testo classico per creare un percorso emozionale che parla della follia che provoca la guerra, affidandolo alla regia di Francesco Giuffrè .

Siamo tutti Ulisse

Siamo tutti Ulisse, tutti noi affrontiamo la nostra Odissea personale e ognuno di noi ha la nostra Itaca. Simboli e metafore della vita entrate ormai nel linguaggio comune. Ulisse è un guerriero, un soldato, ha distrutto un regno, ha ucciso e si porta dietro questo enorme fardello. Come liberarsi di questi mostri? Dei mostri generati dalla guerra? ITACA! Tornare a Itaca significa molte cose, significa tornare nel luogo dell’anima, nel luogo dove si è sé stessi, dove si può finalmente riposare, espiare i peccati e forse trovare la serenità. il viaggio però non è semplice, il viaggio è la metafora della vita e della morte.

Ulisse, durante il suo viaggio, che altro non è che il viaggio della vita, affronterà terribile mostri, tentazioni, sarà sul punto di arrendersi per lasciare tutto e di risollevarsi…”per nascere un uomo deve prima morire” dirà Ulisse poco prima di trovare la pace e sfuggire alla mostruosità della guerra, ma si può mai veramente sfuggire a tale mostruosità? In scena 21 ragazzi con patologie psichiche che attraverso il teatro trovano il modo per incanalare le loro emozioni, per vivere e far vivere personaggi e storie che emozionano puntualmente lo spettatore. Il viaggio di Ulisse insomma, ma anche il viaggio di persone straordinarie che con la loro grande forza di volontà urlano il loro esserci attraverso le voci e le parole che solo il teatro può offrire.

 

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